"Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a Vivere qui." Federico II di Svevia

Il vino è la più salutare e igienica di tutte le bevande.
L. Pasteur

Il vino, antica bevanda dalle mille inimitabili sfumature di gusti e di sapori, è rimasto immutato nel tempo nella sua naturalezza. La capitanata (Dàunia) terra di antichissime tradizioni è senza dubbio una zona vitivinicola eccellente.

baccoCenni storici

Il vino ha origini antiche e leggendarie. La vinificazione fu praticata per prima in Armenia (Mesopotamia), laboratorio di scoperta dei processi di fermentazione del pane, del formaggio e delle bevande euforizzanti. Nel 2500 a.C in Egitto erano già conosciuti vari tipi di vino. Sulle anfore che li contenevano erano addirittura riportate la zona di provenienza, l’annata ed il produttore: un DOC delle origini insomma! Dall’Egitto la pratica si diffuse agli Ebrei, agli Arabi e ai Greci, che dedicarono al vino anche una divinità, Dioniso, il Dio della convivialità. Presso i Romani la vinificazione assunse importanza solo dopo la conquista della Grecia. Così anche i Romani dedicarono al vino una divinità, il Dio Bacco, e diffusero la viticoltura in tutte le province dell’impero.

Nell’antica Dàunia l’influenza ed i contatti con tutte le popolazioni in transito, hanno fatto sì che, dall’epoca romana a quella sveva e fino ai giorni nostri, la viticoltura e l’enologia abbiano rafforzato i legami con il territorio, resistendo alle calamità e restando immutate nei secoli.

Le sigle DOP e IGP  dop-igp-stg-docg-doc-igt

Per proteggere la tipicità di alcuni prodotti alimentari, l’Unione Europea ha varato una precisa normativa, stabilendo due livelli di riconoscimento: DOP e IGP.
Per tutti i vini di qualità esistono dei regolamenti detti “disciplinari” che indicano per ciascuna zona enologica (detta denominazione d’origine) il tipo di vitigni la cui coltivazione è ammessa. I vini che sottostanno a queste regole possono ottenere le sigle DOP, DOPG e IGP.

La sigla DOP (Denominazione d’ Origine Controllata) estende la tutela del marchio nazionale a tutto il territorio europeo, e grazie agli accordi internazionali anche al resto del mondo. Il marchio designa un prodotto originario di una regione o di un paese le cui qualità e caratteristiche siano essenzialmente dovute all’ambiente geografico. Tutta la produzione, la trasformazione e l’elaborazione devono avvenire nell’area delimitata.

La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) dà più peso alle tecniche di produzione che al vincolo territoriale. La sigla identifica un prodotto originario di una regione, le cui qualità si possono ricondurre all’origine geografica, e di cui almeno una, tra fase di produzione, trasformazione ed elaborazione, avvenga nell’area delimitata.

Entrambi questi riconoscimenti costituiscono una valida garanzia per il consumatore, che sa di acquistare alimenti di qualità, che devono rispondere a determinati requisiti. Le sigle costituiscono una tutela anche per gli stessi produttori in caso di eventuali imitazioni.

9821  Vigneti a Nipozzano_661316Caratteristiche della pianta

Il vino ha origine dalla vite, che è un arbusto rampicante. La vite è una pianta molto resistente. Sopravvive fino a -15° C in inverno ma predilige temperature fra gli 8° e i 13° C per il germogliamento. Fra i 16° e i 20° C fiorisce e fra il 18° e i 23° C matura. Necessita di una buona esposizione al sole e teme la grandine e le gelate durante il periodo di fioritura che distruggendo gemme e  fiori impediscono la formazione dei frutti. La vite ha centinaia di diverse varietà chiamate vitigni. Ciascuna di esse produce un vino diverso. Il gusto del vino dipende anche dal tipo di terreno in cui è coltivata la pianta, dal clima e dalla tecniche di vinificazione applicate. Il frutto della vite è l’uva, una bacca detta acino o chicco. Più chicchi formano un grappolo d’uva. Gli acini possono essere di varie forme da quella sferica a quella appuntita e sono costituiti dalla buccia, dalla polpa e dai semi (vinaccioli).

Processi produttivi

Nell’epoca moderna e contemporanea  sono state migliorate ed affinate le tradizionali tecniche di coltivazione della vite, grazie al processo scientifico e tecnologico. Il processo attraverso cui un mosto diventa vino è la fermentazione alcolica, reazione chimica promossa dai lieviti presenti naturalmente nelle uve mature. Circa il 60% degli  zuccheri presenti vengono convertiti in alcool etilico durante la trasformazione.

Peculiari caratteristiche del vino IGT DAUNIA

L’IGT DAUNIA presenta caratteristiche molto evidenti e peculiari dal punto di vista organolettico che ne permettono una chiara individuazione e tipizzazione legata all’ambiente geografico. Le caratteristiche organolettiche dipendono dalla tipologia di terreno calcareo/argilloso sui cui vengono coltivati i vigneti e dalle condizioni climatiche particolarmente favorevoli. Regione a clima spiccatamente mediterraneo, caldo-asciutto con inverni dolci, primavere corte, estati lunghe e calde ed autunni miti e piovosi, l’areale dàuno è ripartito tra una parvenza di montagna nel nord-ovest al confine con il Molise e la presenza di una notevole estensione di pianura, nota come il “tavoliere delle Puglie”. Nella scelta delle aree di produzione vengono privilegiati i terreni con buona esposizione, adatti ad una viticoltura di qualità, compresi in tutto i territorio amministrativo della provincia di Foggia, più i territori dei comuni di Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia e Trinitapoli, contigui alla provincia di Foggia ma facenti parte della provincia BAT ( Barletta, Andria, Trani).

Eccellenze

darapri-spumante-classico-brutIl vino spumante d’Araprì San Severo (Fg)

San Severo è uno dei principali centri vitivinicoli dàuni, con le numerose cantine che producono ottimi vini seguendo il metodo classico. La visita a queste cantine è un’affascinante viaggio tra cunicoli antichissimi sotto la città.

Paragonato per qualità allo spumante Franciacorta, vincitore dell’ Oscar vino 2013 come miglior vino spumante, il D’araprì è oggi l’unica realtà in Puglia a concentrare la produzione solo sullo Spumante Metodo Classico, con l’ambizione di raggiungere  il più alto standard qualitativo.
D’Araprì produce spumante rispettando i severi processi etici e qualitativi, usando uve autoctone. Il nome deriva dalle iniziali dei cognomi D’Amico, Rapini e Priore, i tre amici che con la loro immensa passione per il vino hanno creato, a San Severo, nel cuore della Daunia, un prodotto considerato già un classico tra gli spumanti italiani. 
Per mantenere intatta l’eccellenza e la personalità dei propri spumanti casa D’Araprì rispetta un percorso produttivo fisso e trasparente: elaborazione in proprio di tutti i vini, proprietà della maggior parte dei vigneti al fine di garantire costanza nello stile, impiego esclusivo di uve dell’agro di San Severo, fermentazione a temperatura controllata sempre sotto i 20°C,  utilizzo esclusivo di tappi in sughero birondellati di qualità extra.

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Il vino ‘Cacc’è Mmitte’ Lucera (Fg)

Lucera vanta una storia antichissima che inizia con i romani, prosegue con un periodo molto florido sotto il segno dell’imperatore Federico II e attraversa un periodo di decadenza dopo la conquista degli angioini. Prodotto nella bellissima città d’arte Pugliese, capoluogo d’onore dei monti dàuni, notoriamente amata e celebrata dall’imperatore Federico II.

La DOC ‘Cacc’è Mmitte’ di Lucera è una delle 28 Denominazioni di Origine Controllata della regione Puglia, riservata al vino rosso, è stata ottenuta nel 1975. In tempi antichi questo vino dal nome molto particolare, veniva prodotto nei “palmenti”, masserie attrezzate con vasche. Questi contenitori erano di proprietà del latifondista, il produttore poteva utilizzare le attrezzature solamente nel periodo di fitto e al termine della pigiatura dell’uva trasferiva il mosto alla propria cantina. Da questa particolare tradizione deriva il termine ‘cacc’è mmitte’.  Il ‘cacc’è mmitte’ è di colore rosso rubino brillante con odore caratteristico assai gradevole, intenso e poco tannico. Matura bene intorno ai due anni. Deve essere ottenuto dalle uve provenienti dai vigneti composti dai seguenti vitigni: Uva di Troia (localmente detta Sumarello) dal 35 al 60%; Montepulciano, Sangiovese, Malvasia nera di Brindisi, Trebbiano toscano, Bombino bianco e Malvasia Bianca e/oBianca Lunga. Ha una gradazione alcolica minima di 11,50 gradi e deve essere servito ad una temperatura di 18°C in un calice del tipo tulipano slanciato.

97918Il Vino Nero di Troia (Fg)

Secondo la leggenda il Nero di Troia deriva proprio dalle epiche vicende della città descritta da Omero, arrivato in Italia meridionale tramite i colonizzatori greci, più di duemila anni fa.  Mentre l’ipotesi più veritiera vuole che, il vitigno, sia originario proprio del territorio limitrofo la città pugliese di Troia. Questo vitigno è uno dei più antichi e caratteristici dell’entroterra settentrionale pugliese, prodotto in 13 comuni del Gargano. Di colore rosso rubino intenso, profumo fruttato e sapore deciso, è dolce ma arrichito da note leggermente aspre. Utilizzato solitamente come vino da taglio, solo nel 2011 gli è stata riconosciuta la sigla DOP.